Louder Than Words

Contravvenendo forse in parte all’immaginario standard di una cover band, The Dark Machine si propongono come appassionati e appassionanti latòri delle innumerevoli dimensioni sonore pinkfloydiane, potendo presentare così un repertorio che spazia con senso critico e narrativo dalle creazioni più sperimentali e corali dei primi anni, fino agli album di impianto evidentemente più gilmuriano e solistico dell’ultimo decennio. L’intento è di restituire al pubblico quelle stesse atmosfere, intrise di sperimentalismo e di gusto per la classicità, al contempo morbide e decise, sospese ma profonde tipiche dei Pink Floyd, liberi nelle interpretazioni, come sempre si son dimostrati i quattro soprattutto nei contesti live, ma fedeli nelle intenzioni creative.

The Dark Machine si evidenziano, così, per il singolare approccio allo studio e alla riproduzione dei brani, per l’indagine accurata e il rispetto del metodo compositivo che è alla base di ogni brano, per l’assidua ricerca di quelle immagini acustiche e di quei “pieni sonori”, dal sapore quasi sinfonico, che da sempre hanno contraddistinto la band britannica.